FRANCESCO IN CARCERE

Siamo al 1198.

Il giovane papa InnocenzoIII , conoscendo la debolezza imperiale, ne approfitta per riannettere al dominio papale il ducato di Spoleto che era stato sottratto all'autorità della Sede Apostolica.

Tanto bastò al popolo di Assisi per sottrarsi al giogo imperiale cacciando il governatore tedesco, ma con l'ispirazione di non riconsegnarsi al papa. Il desiderio di libertà eccitava il "popolo grasso" cioè i benestanti non nobili che riuscirono a bandire da Assisi le famiglie nobili che, pertanto, si rifugiarono nella vicina Perugia.

Ne venne fuori una guerra tra le due città e Francesco, allora giovane di circa vent'anni, fu tra i soldati a far guerra a Perugia. La battaglia infuriò presso Collestrada più o meno a metà strada fra le due città. Assisi fu sconfitta e Francesco fu fatto prigioniero ed incarcerato a Perugia. Un carcere che durò circa un anno e che minò la salute del figlio di Pietro di Bernardone che, appena possibile, lo riscattò versando un bel mucchio di soldi e lo riprese in casa, malato.

Malato nel fisico, non nello spirito.

L'esperienza del carcere aveva rivelato la potenziale ricchezza spirituale di Francesco. Durante la prigionia egli era stato uomo lieto e pacificatore fra i compagni di sventura.

Raccontano i Tre Compagni che una volta, mentre i compagni di detenzione si abbandonavano all'avvilimento, lui, ottimista e gioviale per natura, invece di lamentarsi si mostrava allegro. Uno dei compagni allora gli disse che era matto a fare l'allegrone in carcere. Francesco ribatté con voce vibrata: "Secondo voi, che cosa diventerò io nella vita? Sappiate che sarò venerato in tutto il mondo".

La prima cosa che può colpire - e che sorprende in maniera spettacolare i detenuti- è che anche un santo può passare per il carcere: vuol dire che il carcere, poi, non è una realtà così estrema; può essere una realtà per tutti,con cui tutti - non soltanto i disperati e i perduti o il rifiuto della società - hanno o possono avere a che fare. E questo libera il carcere da una visione totalmente negativa.

La seconda riflessione è che sembra che proprio nel carcere Francesco ha iniziato a cambiare; lì vengono colti i primi segni di quella conversione che lo farà diventare quello che poi è diventato.

E anche qui viene fuori che il carcere non è pura negatività, che ci può essere in esso qualcosa di positivo: il carcere può aiutarti a cambiare.