FRA BEPPE PRIOLI

 

FRA BEPPE PRIOLI

E' un frate minore che da circa 40 anni opera nelle carceri italiane.

Ha scoperto il carcere leggendo, per caso, Famiglia Cristiana, nel 1963, "..trovai la notizia che un giovane della mia stessa età, 20 anni, era stato condannato all’ergastolo. Mi ha colpito e mi ha fatto riflettere anche per la mia scelta, perché non avevo ancora deciso di essere frate. Appena ho potuto gli ho scritto di nascosto: ho subito trasgredito alle regole dei frati. La mia prima visita in carcere l’ho fatta a Porto Azzurro.

Da allora, che l’ho visto, non ho più mollato questo mondo qui.

Grazie a tutti gli amici che ho incontrato e che incontro, che mi danno la carica, la forza di continuare, ma anche uno scopo alla mia vocazione, e poi grazie alla pazienza dei frati, che ne hanno tanta verso di me, perché non obbedisco mai".

Grazie alla tenacia di questo frate tante carceri si sono aperti al volontariato, tanti cuori ha fatto risvegliare e soprattutto tanti pregiudizi sono stati abbattuti.

Per approfondimenti ti consigliamo di leggere

 

FRATELLO LUPO

Libro scritto dal giornalista Fabio Finazzi(Paoline, 1996).
Il libro consta di tre parti. Nella prima (Fratello lupo) viene raccontata la storia inedita di fra Beppe, intessuta di drammatiche confidenze e inattese risurrezioni. Nella seconda parte (Storie di ex ergastolani) si ripercorre il cammino doloroso, paradossale, sconcertante, ma infine liberatorio di cinque ex ergastolani (Alfredo Bonazzi, Pietro Cavallero, Aldo Garollo, Peppino Pes, Giuseppe Rossi). Nella terza e ultima parte l'autore offre una selezione di lettere, scelte fra le migliaia scritte dai detenuti a fra Beppe, che è e rimane il protagonista dell'intero libro, anche quando non compare affatto o soltanto marginalmente
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RISVEGLIATO DAI LUPI

Nel 1997 un evento drammatico fa da spartiacque nella lunga missione di questo frate: una brutta caduta, il coma, il lento risveglio. Inizia, per fra Beppe, una seconda vita che egli, ne è certo, lo deve anche all'affetto dei suoi "lupi", quegli uomini in gabbia che la cronaca spesso dipinge come "mostri" e che lui invece, da ormai quarant'anni, incontra come fratelli, nello spirito di Francesco.
Nel libro si racconta il "dopo" di fra Beppe.
I capitoli sono tutti straordinariamente avvincenti e commoventi. Di grande pathos le lettere dei detenuti al francescano. Il libro si apre con l'interessante Prefazione di don Luigi Ciotti, amico di fra Beppe ed estimatore del suo impegno nel "pianeta carcere", e con l'Introduzione di Fabio Finazzi, che passa idealmente il testimone alla giornalista Emanuela Zuccalà e alle intense storie che racconta, storie "da ascoltare" più che "da leggere". La Postfazione è di Alfredo Bonazzi, la "belva di viale Zara", graziato negli anni Settanta per meriti letterari, che da anni affianca fra Beppe in convegni e incontri nelle scuole sul tema del carcere e della devianza