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Foggia

 

Corso di formazione

Sia lode a te, Padre Creatore, per il dono della vita

che hai affidato alla mia custodia e accompagni con cura provvidente.

Concedimi di conservare sempre la consapevolezza della mia dignità,

fa' che nessuno neghi mai la ricchezza della mia umanità.

Sia lode a te, Gesù Salvatore, per il dono della libertà

che tu hai promesso a coloro che sanno aprirsi alla Verità.

Aiutami a capire che né catene, né prigione

possono privarmi della gioia di chiamarmi ed essere figlio di Dio.

Sia lode a te, Spirito Consolatore, per il dono dell'amore

che mi comunica forza e coraggio

per vedere in ogni uomo il volto del fratello.

Ti affido coloro a cui voglio bene, ti prego per coloro a cui ho fatto del male;

che in nessuno io veda più un nemico,

che tutti d'ora in poi possano essermi amici.

A te, Trinità beata, rinnovo l'offerta della mia vita:

perdonami le colpe commesse, accogli l'impegno a migliorare me stesso,

riaprimi le porte della società umana perché io possa tornarvi a vivere

nella serenità e nella pace.


Signore chiediamo che Tu dia ad altri uomini, fragili come noi,

un soffio della Tua Giustizia infinita,

affinché si illumini la loro mente e sia toccata la loro coscienza.

E' sufficiente che Tu dia loro una particella della Tua Giustizia,

quanto un granello di sabbia del Sahara o una goccia dell'Oceano.

Ciò perché noi innocenti possiamo essere assolti

 e noi colpevoli possiamo avere una pena proporzionata

 - secondo il metro umano - alla colpa.

 Sappiamo che un giorno avremo la Tua Giustizia,

ma fa che anche su questa terra,

ora la giustizia umana si compia.

Nel frattempo da’ a noi Signore,

 e questo lo chiediamo anche per i nostri cari che con noi e per noi soffrono,

un altrettanto piccolo granello della Tua infinita forza di sopportazione della sofferenza,

 e fa che l'attesa non sia priva di spirito cristiano e di umana dignità.

Crediamo nella bontà di questa invocazione

e per questo fiduciosi a Te l'affidiamo.

Perché Tu Signore sei quell’Uomo calunniato,

perseguitato, accusato, imprigionato, processato,

condannato e inchiodato sulla croce…eppure innocente


Signore Gesù, io sono un carcerato, avrei più tempo dei monaci certosini per pregarti…ma tu sai quanto sia difficile pregare per un carcerato.

E’ difficile pregare e credere, quando ci si sente abbandonati dall’umanità

Anche per te fu difficile pregare sulla croce e gridasti la tua angoscia,

la tua delusione,la tua amarezza;“Perché, perché mi hai abbandonato?”

Un perché, che sulle tue labbra era diverso…perché tu eri “innocente”.

Anche tu fosti un carcerato, un torturato, un imputato e un condannato.

Ad un tuo compagno di condanna, pentito e fiducioso in Te,

hai assicurato il paradiso, lo hai proclamato Santo.

A Te Signore, vittima viva di tutte le ingiustizie commesse dalla giustizia umana, rivolgo il mio grido. Accettalo come preghiera.

Tu scusi, perdoni, dimentichi. Io, però, non voglio essere commiserato

da nessuno: voglio che si creda in me, nella mia rigenerazione.

Voglio credere che almeno Tu, il più giusto ed innocente dei condannati della storia sarai capace di capire le mie lacrime, la mia rabbia.

Tu sei l’unico filo di speranza vera, Signore Gesù, dammi la fede

nella vera libertà che è dentro di me e che nessuno può strapparmi.