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Parte la pastorale carceraria organizzata dai frati minori di Foggia Legalità e nuove forme di giustizia UN CONVEGNO A GESU’ E MARIA ALLA PRESENZA DEL COMMISSARIO GIOVANNI SERRANO
E’ stato il
tema del 1° incontro formativo di pastorale carceraria svoltosi
lo scorso 14 giugno, presso Serrano, nel soffermarsi ancora sul fine ultimo dell’azione degli operatori penitenziari, cioè proteggere la società e rieducare i detenuti, ha parlato dei permessi premi che si inseriscono in questo percorso e che mirano al reinserimento graduale. Anche i colloqui con le famiglie sono molto importanti per non annientare gli affetti familiari. Più particolari, invece, sono le misure alternative al carcere, quali la semilibertà e lo sconto della pena per buona condotta per le quali si concordano, con il tribunale di sorveglianza, i vari programmi di trattamento individuali. Alla luce di queste problematiche, si comprende - ha concluso il commissario - l’importanza e la necessità della formazione dei volontari in quest’opera di sostegno agli operatori del carcere, soprattutto per le piccole cose, quali biancheria, corrispondenza, contatti con le famiglie.
Intervista a padre Miki Mangialardi
Padre
Miki come nasce questa pastorale carceraria?Alla
vigilia del Giubileo del
Come pensa di svolgere questa pastorale nella diocesi? Nella diocesi siamo ben collegati con il cappellano del carcere don Rocco Scotellaro che ha aderito subito a questa nuova esperienza. Per cui affiancheremo e visiteremo le famiglie dei detenuti che hanno bisogno anche loro di un sostegno, non solo psicologico, ma anche religioso, in quanto questa è anche la nostra missione. In futuro seguiranno altri incontri di formazione? Si. Seguiranno altri incontri prima di iniziare le attività all’interno e all’esterno del carcere. Abbiamo fatto questo primo incontro presentando la parte giuridica, attraverso il commissario del carcere di Foggia, Giovanni Serrano; mentre nel secondo incontro sarà presentata la parte educativa, con il Direttore, la educatrice, la direttrice dell’area pedagogica e per continuare in seguito con gli educatori dell’UEPE, gli assistenti sociali ed altre forme di volontariato all’interno del carcere. ( a cura di Lucio Salvatore,tratto da Voce del Popolo N.24)
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“Questa è la nostra
vocazione: curare le ferite, fasciare le fratture,
richiamare gli smarriti” F.F. 1469
“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.
Paola ed Eva
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![]() Il secondo incontro di formazione per la Pastorale Carceraria ha visto come protagoniste due donne:la Sig.ra FLORA PISTACCHIO ( Ass. Volontaria art.78 o.p. Associazione Genoveffa De Troia) e sua figlia MARIA EMILIA DE MARTINIS (Ass. Avvocati di strada);impegnate da sempre nel volontariato. La sig.ra Flora ha condiviso con noi le sue più belle esperienze di vita, esperienze che insegnano tanto e che fanno riflettere molto. “OGNI VOLTA CHE AVETE FATTO QUESTE COSE AD UNO SOLO DEI MIEI FRATELLI PIU’ PICCOLI, L’AVETE FATTO A ME”…..e su questo che la sig.ra Flora offre il suo umile aiuto a chi è solo, abbandonato o semplicemente a chi ha preso una strada sbagliata. Non serve avere titoli per fare tutto ciò,basta poco:dare ascolto a quei cuori che devono ritornare “vivi”, cuori che seppur sono smarriti hanno bisogne di “cure”, cure che possono provenire solo dal cuore. Molto forte è stata anche la testimonianza di Maria Emilia, lei non si definisce una volontaria, e tutto ciò che svolge fa parte della sua vita; ed è questo un valido insegnamento da seguire e imitare. Il Signore ci chiama ad Accogliere Amare e Servire i nostri fratelli carcerati;e noi siamo pronti!!
“VI DICO CI SARA’ PIU’ GIOIA IN CIELO
PER UN SOLO PECCATORE CHE SI RAVVEDE, CHE PER NOVANTANOVE GIUSTI CHE NON
HANNO BISOGNO DI RAVVEDIMENTO” Rosanna |