ATTIVITA’  

 

 

I volontari possono essere realmente portatori della solidarietà esterna, all’interno del carcere anche perché meno condizionati dalle logiche “chiuse” che perpetuano il carcere. Spesso e volentieri, proprio per la carica etico-morale-sociale, che li spinge a venire in carcere, gli assistenti volontari si fanno promotori all’esterno del carcere, nei loro ambiti di vita, di iniziative di sensibilizzazione sul problema carcere, e sull’importanza di non rimuovere un problema degli uomini e delle donne che vi sono rinchiusi,  si sono dati una progettualità comune e hanno contribuito con il loro operato a cambiare l’ambiente penitenziario, umanizzandolo.

Contro un’opinione pubblica che ancora vede il carcerato come un rifiuto sociale, il volontario ha posto l’accento sulla sua dignità di persona umana, che ha sbagliato, ma conserva il diritto alla vita: emotiva, morale, intellettuale. Contro la pena intesa come vendetta, promuove il recupero del detenuto e il suo reinserimento nella società. Parte dei soci del gruppo hanno l'autorizzazione (rilasciata dagli uffici competenti del Ministero di Giustizia, vedi art.78 ed art.17 nelle loro varie competenze) per poter operare all'interno del carcere dedicandosi ad attività diversificate secondo le loro attitudini e capacità personali e/o professionali.

Le attività progettate sono state realizzate tenendo presente le esigenze e la tipologia della popolazione carceraria, rispettando il suo continuo mutarsi nel tempo. Il tutto, naturalmente avviene nella piena armonia e sinergia con tutti gli operatori penitenziari e compatibilmente con i limiti posti dalla struttura nella quale si opera.

Le attività svolte all’interno del carcere  sono:

  Sostegno morale:colloqui individuali o di gruppo;

  Attività ricreative e culturali (biblioteca, calcetto, cineforum, ecc);

  Catechesi ed animazione liturgica.

   Fare da ponte tra detenuto e società civile (famiglie, parrocchie, comuni, enti,     ecc…) ed a tutti gli interventi mirati e personalizzati ad un miglior reinserimento possibile nel territorio e nella comunità di appartenenza, perché recupero significa prevenzione.

Le attività svolte all’esterno:

 

  Sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul problema della sicurezza, della pena, dei diritti      civili...,attraverso seminari, tavole rotonde ed iniziative pubbliche;

  Progetti di accompagnamento e di reinserimento sociale, familiare e lavorativo;

  Sostegno alle famiglie dei reclusi attraverso incontri di formazione e giornate di condivisione;

  Corrispondenza con i detenuti;

  Collaborazione con i centri di Servizio sociale e Tribunale .